sedi

L'Istituto, oltre alla sede storica, situata al centro di Iglesias, ha recentemente acquisito nuovi e ampi spazi presso la sede dell'Ist. Fermi in loc. Is Arruastas.

sede centrale

Via Roma, 45 09016 Iglesias (CI)
tel.centralino: 078122304/22502
fax 078132419
fax vice presidenza: 0781258200


L'edificio è una costruzione inaugurata  nell'anno 1911, quarant'anni dopo l'Istituzione della scuola per Minatori . è situato in un'ampia superficie lungo la via Roma, dove correvano le mura medioevali della città, demolite a partire dalla fine dell'Ottocento, di fronte ai resti del convento di San Francesco. La presenza delle scuole elementari maschili, oggi sede del liceo artistico (1904), e femminili (1933) contribuisce a fare della zona una sorta di "distretto delle scuole", continuato nel secondo dopoguerra con il fabbricato del liceo scientifico, oggi utilizzato  dall'Istituto tecnico Minerario e dalle scuola media. ( leggi la breve storia dell'Istituto minerario )
Definito all'epoca uno degli istituti più belli e meglio attrezzati del Regno, riesce ancor oggi, grazie alla sua maestosità , l'eleganza dei fregi e l'accuratezza delle finiture, insieme alla ricchezza del Museo mineralogico e dei diversi laboratori, ad evocare il glorioso passato dell' Istituto Minerario" Giorgio Asproni". La costruzione venne realizzata dall'impresa Giuseppe Pinna Sirigu, su progetto dell'architetto Francesco Sappia e dell'ingegnere Telesforo Tarchioni, la direzioine dei lavori affidata all'ing. Dionigi Scano.

E' suddivisa in tre piani:

  • il seminterrato che ospita i vecchi laboratori della scuola mineraria ora utilizzati per esposizioni  permanenti e mostre temporanee. Da qui si accede alla galleria utilizzata un tempo per simulare i lavori in miniera;
  • il piano terra, che ha accesso da via Roma e da viale Asproni. possiede sette aule e sei laboratori ( lingue, scienze e biologia, chimica strumentale, matematica/informatica, elettronica, topografia). Inoltre ospita il museo mineralogico.
  • il primo piano, dove sono ubicati la Presidenza, le due segreterie ( amministrativa e didattica/prorocollo),la biblioteca, l'aula Magna,  l'ufficio del  D.S.G.A., l'ufficio tecnico,la sala professori , altri 5 laboratori ( chimica organica, chimica analitica,chimica-fisica, geotecnica, mineraolgia) e sei aule didattiche.

Breve storia dell'Istituto minerario

BREVE STORIA DELL’ ISTITUTO MINERARIO

La “Scuola per Capi Minatori e Capi Officina” di Iglesias sorse nel 1871 per iniziativa  di Quintino Sella, che ne sottolineò la necessità in alcune pagine della sua Relazione del deputato Sella alla Commissione d’ inchiesta composta dai deputati Depretis, Ferracciu, Macchi, Mantegazza, Sella, Tenani sulle condizioni dell’ industria mineraria nell’ Isola di Sardegna, pubblicata negli Atti della Camera, XI legislatura in data  3 maggio  1871, in quanto dopo l’ unificazione dell’Italia, vennero proposte una serie di mozioni da diversi parlamentari sardi, affinché  si prendesse atto della difficile situazione in cui la Sardegna versava e si provvedesse per trovare soluzioni adeguate alla risoluzione dei problemi.

All’ epoca, le condizioni dell’ Isola non erano certo entusiasmanti, anzi per molti aspetti apparivano addirittura penose. Premevano problemi irrisolti, alcuni dei quali si trascinavano da secoli: lo  sviluppo delle miniere stentava a decollare a causa di leggi minerarie non adeguate, per la mancanza di strade, per la presenza della malaria, per l’ assenza di un sistema scolastico adeguato che formasse personale adatto all’ industria.

Questi ed altri problemi furono quelli che si trovò dinanzi Q. Sella quando giunse in Sardegna al seguito della commissione parlamentare d’ inchiesta del Depretis nel 1869.

Convinto assertore dello sviluppo industriale italiano, così si espresse nella sua Relazione del 1871:

“...ebbi più volte occasione di dichiarare che non credo ancora opportuna l’istituzione di una scuola di ingegneri delle miniere in Italia. Nello stato attuale della nostra industria mineraria , credo di gran lunga preferibile che a procacciarci gli ingegneri mineralogici noi mandiamo all’ estero i nostri giovani che più si saranno distinti negli studi matematici ed applicativi. Costerà assai   meno e si avranno frutti molto più grandi ...Non è lo stesso per le scuole dei capi minatori e fonditori. Ciò che è più difficile oggi a creare nell’ esercito degli addetti alle industrie non sono gli ufficiali, ma sibbene i bassi ufficiali. Per questi le scuole locali sono evidentemente una necessità imprescindibile. Detto ciò e considerata l’importanza  di educare in Sardegna un personale indigeno atto alla condotta dei lavori minerari e fonditori sotto la guida di valenti ingegneri, la utilità ed io dirò la necessità di una scuola per capi minatori e fonditori è dimostrata.

La località dove deve istituirsi non può essere contestata; la carta mineraria designa ad evidenza la città di Iglesias come quella in cui una cosiffatta scuola è da crearsi” .

La scuola fu così istituita nel settembre di quello stesso anno, il tutto avvenne in pochi mesi.

Sella  aveva fatto il punto della situazione della realtà mineraria anche grazie al contributo di Enrico Serpieri, già presidente della Camera di Commercio di Cagliari, ed esperto della realtà sarda legata allo sfruttamento minerario. Sia Sella che Serpieri “inneggiarono concordi ad un industria nuova, risorta sui ruderi di un’industria estinta da molti secoli”[1] .

L’ uomo politico biellese non si limitò a promuovere l’ istituzione della scuola  -ideata già nel 1863 dal cav. Angelo Nobilioni[2] del Consiglio Comunale della città  di Iglesias e non realizzata per mancanza di mezzi-  ma seguì da vicino i successivi sviluppi della sua iniziativa, interessandosi tra l’ altro affinché gli allievi migliori venissero premiati con una medaglia d’ oro. “ Annesso alla scuola mineraria - così proseguiva il Sella-  dovrebbe essere , non solo per le esercitazioni degli scolari ma anche per il pubblico servizio, un laboratorio chimico. Per  i contratti di  minerali non solo, ma anche per le opportune nozioni sul valore dei minerali che si trovano nelle esplorazioni, o si ritraggono dalle lavorazioni, è necessario fare almeno i saggi docimastici dei minerali stessi. La galena ha caratteri fisici così distinti, che ad occhi si può avere un idea  della ricchezza  in piombo del minerale, ma il tenore in argento senza un saggio docimastico non si conosce...

Colla scuola sorgerebbe da sé in Iglesias un museo mineralogico altamente istruttivo ed interessante, e si avrebbe così in Iglesias un centro scientifico i cui effetti sarebbero altamente benefici”

Offrì inoltre al museo , che volle all’ atto d’ istituzione annesso alla scuola,  diversi campioni di minerale e sempre su sua proposta, alla scuola venne annesso il laboratorio per l’ analisi dei minerali, utilissimo per quelle società operanti nell’ Isola,  che non potevano permettersene uno nell’ azienda.

Iglesias, in quel periodo, era una città minuta ed aggraziata con un aspetto dignitoso, frutto forse dell’ importante passato in epoca pisana.

Con l’arrivo dei primi imprenditori interessati alla miniera di Monteponi, incominciò a diffondersi una mentalità più moderna. La vita quotidiana pur rimanendo attaccata alle vecchie tradizioni, cominciò a seguire i ritmi e le esigenze delle moderne imprese industriali.

Alcune famiglie  mandarono i figli presso la scuola  per apprendere quelle lezioni teoriche per divenire esperti capi operai.

Quest’ ambiente risentiva dei ritardi della Sardegna imposti dalle sue stesse vicende storiche, e viveva in una condizione asfittica, ma l’ insofferenza dei piccoli borghesi, favorì successivamente un maggiore adeguamento del sistema alle nuove esigenze.

I locali furono reperiti nelle vecchia sede dell’ ex convento dei minori francescani e le suppellettili acquistate dall’ amministrazione comunale.

I programmi furono adattati per meglio corrispondere all’ esigenze dell’ industria mineraria sarda.

Sella a conferma della fiducia che riponeva nel progresso dell’ industria estrattiva sarda, sottoscrisse anche diverse azioni di alcune delle società più importanti che operavano nel settore.

La scuola per Capi Minatori beneficiò di concreti interventi, dello Stato, del Comune d’ Iglesias, del Consiglio Provinciale  e della Camera di  Commercio di Cagliari -fortemente interessata al miglioramento del settore minerario che andava emergendo come settore trainante dell’ economia isolana- nonché dell’ aiuto di numerose società minerarie e di altri Enti.

I corsi presso la scuola ebbero inizio a dicembre nell’ anno scolastico 1871-1872 e si tennero sempre in modo esemplare.

I legami tra scuola e industria sono sempre stati molto forti e  sono sottolineati anche dal fatto che fin dall’ istituzione della scuola la sua direzione fu affidata al l’ ingegnere Capo del distretto minerario della Sardegna, la cui sede proprio in quell’ anno venne trasferita da Cagliari ad Iglesias.

Il corpo docente era costituito da molti  ingegneri del distretto o di aziende del circondario, si trattava comunque di personale molto esperto, perché formatosi nelle scuole di Parigi , Liegi , Freiburg.

All’ impegno organizzativo nel tempo corrispose un sensibile aumento del numero degli iscritti  e non certo,  perché la scuola diveniva più facile. Vi era tra  gli studenti la consapevolezza di appartenere ad una  élite , così che fra di essi decisero la costituzione nel 1894  di un’ associazione di ex diplomati  e per qualche tempo pubblicarono un bollettino informativo di carattere culturale.

Col tempo la scuola raggiunse uno dei suoi fini istituzionali , la sostituzione dei capi minatori continentali o stranieri con i  giovani tecnici sardi..

Parallelamente, nelle miniere si andava sostituendo anche la manodopera continentale con manodopera specializzata sarda , perché ciò costituiva un grande risparmio per le aziende che non si vedevano costrette ad interrompere i lavori durante la stagione estiva,  mantenendo le miniere aperte tutto l’ anno con una sensibile riduzione dei costi di produzione,  che si ripercuotevano in maniera vantaggiosa sull’ economia della zona.

Gli allievi della scuola non erano solo sardi , alcuni erano continentali ed altri stranieri. La scuola, dopo il diploma degli allievi si preoccupava della loro sistemazione,  oltre ad  essersi interessata  della  loro formazione . La serietà degli studi ed il rigore della selezione sono attestati dal raffronto tra i numeri degli iscritti e quello dei licenziati. Nell’ anno 1871-1872 furono iscritti dieci allievi ed e termine del corso triennale nell’ anno 1873-1874 ne furono licenziati tre. Questa selezione come si può vedere dai registri in possesso della scuola prosegue anche negli anni successivi con rigore.

I legami tra scuola e industria sono sempre stati molto forti e  sono sottolineati anche dal fatto che fin dall’ istituzione della scuola la sua direzione fu affidata all’ ingegnere capo del distretto minerario della Sardegna, la cui sede proprio in quell’ anno venne trasferita da Cagliari ad Iglesias. All’ impegno organizzativo corrispose un sensibile aumento del numero degli iscritti salito a 270 allievi nel 1894-95, a ciò tuttavia si unì l’ esigenza di reperire nuovi locali per la scuola che all’ atto dell’ istituzione, era ospitata nell’ ex  convento  dei Francescani, ma essendo inadatti tali locali per lo sviluppo e il corretto funzionamento. Nel 1896 fu costituita, da amministratori, direttori e tecnici, l’Associazione mineraria Sarda. Tra questi tecnici spiccava, per doti caratteriali, l’industriale sardo Giorgio Asproni  che per affrontare il problema di una sede sociale per l’ Ente  prospettò anche la realizzazione di una nuova sede per la scuola.

Furono costruiti dei nuovi locali in un edificio  posto fuori le mura cittadine, in base agli spunti progettuali offerti dell’ architetto Sappia di San Remo, vincitore di un concorso bandito dalla stessa Associazione Mineraria, in un terreno  di proprietà dell’ Associazione Mineraria Sarda che lo mise  a disposizione del comune, che poté realizzare l’ impresa  della costruzione, grazie ad un consistente aiuto economico  ( l’ offerta era di £ 100.000) dato dall’ ing. Giorgio Asproni  -proprietario della miniera di Seddas Moddizzis e per lungo tempo consigliere della Camera di Commercio di Cagliari- e proprio a lui, nel 1914, dopo un lungo dibattito, fu dedicata la scuola che ancora oggi porta quel nome[3].

Il nuovo edificio, ampio e razionale, realizzato dall’ impresa edile di G. Asproni venne inaugurato con solennità alla presenza delle massime autorità, nel 1911, ed offrì una sede adeguata a quel centro di ricerche che era la scuola.

L’ istituto di Iglesias godette di ottima reputazione, non solo nell’ ambiente industriale locale, ma in tutto il mondo; contribuendo alla valorizzazione di altre zone industriali anche lontanissime dalla Sardegna.

La scuola aveva rapporti epistolari con le miniere di tutto il mondo e dei 213 diplomati del periodo precedente il 1922 ben 64 lavorarono all’ estero, per periodi più o meno lunghi. Come si desume dal registro della carriera  degli allievi, la vocazione a non restare ancorati alla terra d’origine è chiara già nei tre licenziati del 1874, uno dei quali dopo aver conseguito il diploma di ingegnere minerario  in Germania, si trasferì in Tunisia dove assunse la direzione della miniera di Gebel Ressas. Dopo, numerosi altri studenti, emigrarono per lavorare in Tunisia ma ci fu anche chi  si diresse in America , in Argentina o chi, più lontano ancora, si recò in Australia.

 

La scuola nel  1933-34 divenne Regio istituto tecnico industriale ad indirizzo minerario  e continuò ad essere all’ avanguardia nel settore dell’ istruzione, tanto che sin dalle origini curava un’ anagrafe scolastica, cioè un servizio che seguiva gli studenti dopo il diploma  o la laurea nel reciproco interesse di vederli meglio inseriti nel mondo del lavoro.

La scuola mineraria  ha valorizzato con il suo contributo umano e tecnico  le nostre zone minerarie ma ha anche  contribuito a diffondere quei valori e quella tecnologia, messa a punto in loco, in tutto il mondo;  i nostri tecnici hanno contribuito alla valorizzazione industriale di zone lontanissime, grazie al potenziale culturale messo a punto nella scuola.

Questa vocazione a non restare ancorati alla terra d’ origine è stata chiara sin dai primi anni di vita della scuola nella mente dei giovani diplomati che accettarono da subito le offerte di lavoro che provenivano anche da paesi lontani: Spagna, Nord Africa, Germania, America, Argentina, Australia...

Ora la presenza di questa scuola, in un territorio che non offre più sbocchi all’ industria mineraria, richiede la progettazione di un percorso inverso che porti studenti dall’ estero per perfezionarsi negli studi minerari  che ci hanno consentito di misurarci senza sfigurare nel mondo.

RIASSUNTO SU BREVE STORIA DELL’ ISTITUTO MINERARIO

La letteratura sulle miniere  è  povera di riferimenti sulla “Scuola per Capi Minatori e Capi Officina”, sarebbe necessario un discorso specifico sull’ Istituto che ha continuato l’ opera della  scuola per Capi Minatori.

Sorta nel 1871 per iniziativa  di Quintino Sella, che ne sottolineò la necessità in alcune pagine della sua Relazione del deputato Sella alla Commissione d’ inchiesta composta dai deputati Depretis, Ferracciu, Macchi, Mantegazza, Sella, Tenani sulle condizioni dell’ industria mineraria nell’ Isola di Sardegna, pubblicata negli Atti della Camera, XI legislatura in data  3 maggio  1871.

L’ uomo politico biellese non si limitò a promuovere l’ istituzione della scuola, ideata già nel 1863 dal cav. Nobilioni del Consiglio Comunale della città  di Iglesias , non realizzata per mancanza di mezzi, ma seguì da vicino i successivi sviluppi della sua iniziativa, interessandosi tra l’ altro affinché gli allievi migliori venissero premiati con una medaglia d’ oro.

Offrì inoltre al museo , che volle all’ atto d’ istituzione annesso alla scuola,  diversi campioni di minerale.

Sempre su sua proposta, alla scuola venne annesso un laboratorio per l’ analisi dei minerali, utilissimo per quelle società operanti nell’ Isola,  che non potevano permettersene uno nell’ azienda.

Sella a conferma della fiducia che riponeva nel progresso dell’ industria estrattiva sarda, sottoscrisse diverse azioni di alcune delle società più importanti che operavano nel settore.

La scuola per Capi Minatori beneficiò di concreti interventi, dello Stato, del Comune d’ Iglesias, del Consiglio Provinciale  e della Camera di  Commercio di Cagliari, presieduta  dal celebre metallurgista riminese che operava nella fonderia di Domusnovas ,  nonché dell’ aiuto di numerose società minerarie e di altri Enti.

I corsi presso la scuola ebbero inizio con l’ anno scolastico 1871-1872 e si tennero sempre in modo esemplare. La serietà degli studi ed il rigore della selezione sono attestati dal raffronto tra i numeri degli iscritti e quello dei licenziati. Nell’ anno 1871-1872,  furono iscritti dieci allievi ed e termine del corso triennale, nell’ anno 1873-1874, ne furono licenziati tre.

Questa selezione come si può vedere dai registri in possesso della scuola, prosegue anche negli anni successivi, con rigore.

I legami tra scuola e industria sono sempre stati molto forti e  sono sottolineati anche dal fatto che fin dall’ istituzione della scuola la sua direzione fu affidata al l’ ingegnere Capo del distretto minerario della Sardegna, la cui sede proprio in quell’ anno venne trasferita da Cagliari ad Iglesias.

Il corpo docente era costituito da molti  ingegneri del distretto o di aziende del circondario, si trattava comunque di personale molto esperto, perché formatosi nelle scuole di Parigi , Liegi , Freiburg.

All’ impegno organizzativo nel tempo corrispose un sensibile aumento del numero degli iscritti  e non certo,  perché la scuola diveniva più facile. Vi era tra  gli studenti la consapevolezza di appartenere ad una  élite , così che fra di essi decisero la costituzione nel 1894  di un’ associazione di ex diplomati  e per qualche tempo pubblicarono un bollettino informativo di carattere culturale.

Col tempo la scuola raggiunse uno dei suoi fini istituzionali , la sostituzione dei capi minatori continentali o stranieri con i  giovani tecnici sardi..

Parallelamente, nelle miniere si andava sostituendo anche la manodopera continentale con manodopera specializzata sarda , perché ciò costituiva un grande risparmio per le aziende che non si vedevano costrette ad interrompere i lavori durante la stagione estiva,  mantenendo le miniere aperte tutto l’ anno con una sensibile riduzione dei costi di produzione,  che si ripercuotevano in maniera vantaggiosa sull’ economia della zona.

Gli allievi della scuola non erano solo sardi , alcuni erano continentali ed altri stranieri. La scuola, dopo il diploma degli allievi si preoccupava della loro sistemazione,  oltre ad  essersi interessata  della  loro formazione .

La scuola aveva rapporti epistolari con le miniere di tutto il mondo e dei 213 diplomati del periodo precedente il 1922 ben 64 lavorarono all’ estero, per periodi più o meno lunghi.

La scuola, all’ atto dell’ istituzione, era ospitata nell’ ex  convento  dei Francescani, ma essendo inadatti tali locali per lo sviluppo e il corretto funzionamento  ne furono costruiti dei nuovi  in un edificio  posto fuori le mura cittadine, in un terreno  di proprietà dell’ Associazione Mineraria Sarda che lo mise  a disposizione del comune, che poté realizzare l’ impresa  della costruzione, grazie ad un consistente aiuto economico  ( l’ offerta era di £ 100.000) dato dall’ ing. Giorgio Asproni , proprietario della miniera di Seddas Moddizzis .

La scuola nel  1933-34 divenne regio istituto tecnico industriale ad indirizzo minerario  e continuò ad essere all’ avanguardia nel settore dell’ istruzione, tanto che sin dalle origini curava un’ anagrafe scolastica, cioè un servizio che seguiva gli studenti dopo il diploma  o la laurea nel reciproco interesse di vederli meglio inseriti nel mondo del lavoro.

La scuola mineraria  ha valorizzato con il suo contributo umano e tecnico  le nostre zone minerarie ma ha anche  contribuito a diffondere quei valori e quella tecnologia, messa a punto in loco, in tutto il mondo;  i nostri tecnici hanno contribuito alla valorizzazione industriale di zone lontanissime, grazie al potenziale culturale messo a punto nella scuola.

Questa vocazione a non restare ancorati alla terra d’ origine è stata chiara sin dai primi anni di vita della scuola nella mente dei giovani diplomati che accettarono da subito le offerte di lavoro che provenivano anche da paesi lontani: Spagna, Nord Africa, Germania, America, Argentina, Australia...

Ora la presenza di questa scuola, in un territorio che non offre più sbocchi all’ industria mineraria, richiede la progettazione di un percorso inverso che porti studenti dall’ estero per perfezionarsi negli studi minerari  che ci hanno consentito di misurarci senza sfigurare nel mondo.

Comitato scientifico

Congresso Associazione

Mineraria Iglesias

Ogg:    PROPOSTA DI CONTRIBUTO PER IL SIMPOSIO INTERNAZIONALE PER CELEBRARE IL CENTENARIO DELL’ ASSOCIAZIONE MINERARIA Sessione  I

La letteratura sulle miniere  è povera di riferimenti sulla “Scuola per Capi Minatori e Capi Officina di Iglesias, sorta nel 1871 per iniziativa  di Quintino Sella che ne sottolineò la necessità in alcune pagine della sua Relazione alla Commissione d’ inchiesta, pubblicata negli Atti della Camera, XI legislatura in data  3 maggio  1871.

L’ uomo politico biellese non si limitò a promuovere l’ istituzione della scuola, ideata già nel 1863 dal cav. Nobilioni del Consiglio Comunale della città  di Iglesias , non realizzata per mancanza di mezzi, ma seguì da vicino i successivi sviluppi della sua iniziativa, interessandosi tra l’ altro affinché gli allievi migliori venissero premiati con una medaglia d’ oro.

Offrì inoltre al museo , che volle all’ atto d’ istituzione annesso alla scuola,  diversi campioni di minerale. Sempre su sua proposta alla scuola venne annesso un laboratorio per l’ analisi dei minerali, utilissimo per quelle società operanti nell’ Isola  che non potevano permettersene uno nell’ azienda.

A conferma della fiducia che riponeva nel progresso dell’ industria estrattiva sarda sottoscrisse diverse azioni di alcune delle società più importanti che operavano nel settore.

La scuola per Capi Minatori beneficiò di concreti interventi, dello Stato, del Comune d’ Iglesias, del Consiglio Provinciale  e della Camera di  Commercio di Cagliari, presieduta  dal celebre metallurgista riminese Enrico Serpieri, nonché dell’ aiuto di numerose società minerarie e di altri Enti come l’ Associazione Mineraria  di Iglesias: della quale faceva parte il celebre ingegnere minerario Giorgio Asproni, presidente anche del Consiglio di perfezionamento della scuola..

I corsi presso la scuola ebbero inizio con l’ anno scolastico 1871-1872 e si tennero sempre in modo esemplare. La serietà degli studi ed il rigore della selezione sono attestati dal raffronto tra i numeri degli iscritti e quello dei licenziati. Nell’ anno 1871-1872 furono iscritti dieci allievi ed e termine del corso triennale nell’ anno 1873-1874 ne furono licenziati tre.

Questa selezione come si può vedere dai registri in possesso della scuola prosegue anche negli anni successivi con rigore.

I legami tra scuola e industria furono sempre stati molto forti e  furono sottolineati anche dal fatto che fin dall’ istituzione della scuola la sua direzione fu affidata al l’ ingegnere Capo del distretto minerario della Sardegna, la cui sede proprio in quell’ anno venne trasferita da Cagliari ad Iglesias.

Il corpo docente era costituito da molti  ingegneri del distretto o di aziende del circondario, si trattava comunque di personale molto esperto perché formatosi nelle scuole di Parigi , Liegi , Freiburg.

All’ impegno organizzativo nel tempo corrispose un sensibile aumento del numero degli iscritti  e non certo  perché la scuola diveniva più facile. Vi era tra  gli studenti la consapevolezza di appartenere ad una  élite , così che fra di essi decisero la costituzione nel 1894  di un’ associazione di ex diplomati  e per qualche tempo pubblicarono un bollettino informativo di carattere culturale.

Col tempo la scuola raggiunse uno dei suoi fini istituzionali , la sostituzione dei capi minatori continentali o stranieri con i  giovani tecnici sardi..

Gli allievi della scuola non erano solo sardi , alcuni erano continentali ed altri stranieri. Dopo essersi interessata  della  loro formazione, dopo il diploma degli allievi, la scuola si preoccupava della loro sistemazione. La scuola aveva rapporti epistolari con le miniere di tutto il mondo e dei 213 diplomati del periodo precedente il 1922 ben 64 lavorarono all’ estero per periodi più o meno lunghi.

La scuola all’ atto dell’ istituzione era ospitata nell’ ex  convento  dei Francescani, ma essendo inadatti tali locali per lo sviluppo e il corretto funzionamento della scuola ne furono costruiti dei nuovi  in un edificio  posto fuori le mura cittadine, in un terreno  di proprietà dell’ associazione Mineraria Sarda che lo mise  a disposizione del comune che poté realizzare l’ impresa  della costruzione, grazie ad un consistente aiuto economico  ( l’ offerta era di £ 100.000)

dato dall’ ing. Giorgio Asproni , proprietario della miniera di Seddas Moddizzis .

La scuola nel  1933-34 divenne regio istituto tecnico industriale ad indirizzo minerario  e continuò ad essere all’ avanguardia nel settore dell’ istruzione tanto che sin dalle origini curava un’ anagrafe scolastica, cioè un servizio che seguiva gli studenti dopo il diploma  o la laurea nel reciproco interesse di vederli meglio inseriti nel mondo del lavoro..

La scuola mineraria  ha valorizzato con il suo contributo umano e tecnico  le nostre zone minerarie ma ha anche  contribuito a diffondere quei valori e quella tecnologia, messa a punto in loco, in tutto il mondo;  i nostri tecnici hanno contribuito alla valorizzazione industriale di zone lontanissime, grazie al potenziale culturale messo a punto nella scuola.

Questa vocazione a non restare ancorati alla terra d’ origine è stata chiara sin dai primi anni di vita della scuola nella mente dei giovani diplomati che accettarono da subito le offerte di lavoro che provenivano anche da paesi lontani , Spagna, Nord Africa, Germania, America, Argentina,

Australia...

Ora la presenza di questa scuola in un territorio che non offre più sbocchi all’ industria mineraria richiede la progettazione di un percorso inverso che porti studenti dall’ estero per perfezionarsi negli studi minerari  che ci hanno consentito di misurarci per lungo tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUINTINO SELLA E GIORGIO ASPRONI  “SPONSOR “  DELLA SCUOLA PER CAPI MINATORI.

 

 

Dopo l’ unificazione dell’Italia, vennero proposte una serie di mozioni da diversi parlamentari sardi, affinché  si prendesse atto della difficile situazione in cui la Sardegna versava e si provvedesse per trovare soluzioni adeguate alla risoluzione dei problemi.

All’ epoca, le condizioni dell’ Isola non erano certo entusiasmanti, anzi per molti aspetti apparivano addirittura penose.

Premevano problemi irrisolti, alcuni dei quali si trascinavano da secoli.

Ma soffermiamoci alla nostra zona: lo  sviluppo delle miniere stentava a decollare a causa di leggi minerarie adeguate, per la mancanza di strade, per la presenza della malaria, per l’ assenza di un sistema scolastico adeguato che formasse personale adatto all’ industria.

Questi ed altri problemi furono quelli che si trovò dinnanzi Q. Sella quando giunse in Sardegna al seguito della commissione parlamentare d’ inchiesta del De Pretis nel 1869.

Convinto assertore dello sviluppo industriale italiano propose, per risolvere i problemi dell’ Isola, tra le altre cose, l’ istituzione di una scuola.  Così si espresse nella sua Relazione del 1871 :

“...ebbi più volte occasione di dichiarare che non credo ancora opportuna l’istituzione di una scuola di ingegneri delle miniere in Italia. Nello stato attuale della nostra industria mineraria , credo di gran lunga preferibile che a procacciarci gli ingegneri mineralogici noi mandiamo all’ estero i nostri giovani che più si saranno distinti negli studi matematici ed applicativi. Costerà assai   meno e si avranno frutti molto più grandi ...

Non è lo stesso per le scuole dei capi minatori e fonditori. Ciò che è più difficile oggi a creare nell’ esercito degli addetti alle industrie non sono gli ufficiali, ma sibbene i bassi ufficiali. Per questi le scuole locali sono evidentemente una necessità imprescindibile.

Detto ciò e considerata l’importanza  di educare in Sardegna un personale indigeno atto alla condotta dei lavori minerari e fonditori sotto la guida di valenti ingegneri, la utilità ed io dirò la necessità di una scuola per capi minatori e fonditori è dimostrata.

La località dove deve istituirsi non può essere contestata; la carta mineraria designa ad evidenza la città di Iglesias come quella in cui una cosiffatta scuola è da crearsi” .

La scuola fu così istituita nel settembre di quello stesso anno, il tutto avenne in pochi mesi, grazie anche al contributo del Governo, della Provincia, del Comune e della Camera di Commercio di Cagliari.

Iglesias, in quel periodo, era una città minuta ed aggraziata con un aspetto dignitoso, frutto forse dell’ importante passato in epoca pisana.

Con l’arrivo dei primi imprenditori interessati alla miniera di Monteponi, incominciò a diffondersi una mentalità più moderna.

La vita quotidiana pur rimanendo attaccata alle vecchie tradizioni, cominciò a seguire i ritmi e le esigenze delle moderne imprese industriali.

Alcune famiglie  mandarono i figli presso la scuola  per apprendere quelle lezioni teoriche per divenire esperti capi operai.

Quest’ ambiente risentiva dei ritardi della Sardegna imposti dalle sue stesse vicende storiche,eviveva in una condizione asfittica, ma l’ insofferenza dei piccoli borghesi, favorirà successivamente un maggiore adeguamento del sistema alle nuove esigenze.

La scuola per reclutare i docenti si rivolse al mondo delle miniere che fra i suoi tecnici potè offrire prontamente validi  insegnanti per il nuovo corso di studi.

I locali furono reperiti nelle vecchia sede dell’ ex convento dei minori francescani e le suppellettili acquistate dall’ amministrazione comunale.

I programmi furono adattati per meglio corrispondere all’ esigenze dell’ industria mineraria sarda.

“ Annesso alla scuola mineraria - così proseguiva il Sella-  dovrebbe essere , non solo per le esercitazioni degli scolari ma anche per il pubblico servizio, un laboratorio chimico. Per  i contratti di  minerali non solo, ma anche per le opportune nozioni sul valore dei minerali che si trovano nelle esplorazioni, o si ritraggono dalle lavorazioni, è necessario fare almeno i saggi docimastici dei minerali stessi. La galena ha caratteri fisici così distinti, che ad occhi si può avere un idea  della ricchezza  in piombo del minerale, ma il tenore in argento senza un saggio docimastico non si conosce...

Colla scuola sorgerebbe da sè in Iglesias un museo mineralogico altamente istruttivo ed interessante, e si avrebbe così in Iglesias un centro scientifico i cui effetti sarebbero altamente benefici”

Egli offri inoltre al museo , che volle all’ atto d’ istituzione annesso alla scuola,  diversi campioni di minerale, dando il via alla raccolta di importanti pezzi da collezione.

La serietà degli studi ed il rigore della selezione sono attestati dal raffronto tra i numeri degli iscritti e quello dei licenziati. Nell’ anno 1871-1872 furono iscritti dieci allievi ed e termine del corso triennale nell’ anno 1873-1874 ne furono licenziati tre. Questa selezione come si può vedere dai registri in possesso della scuola prosegue anche negli anni successivi con rigore.

I legami tra scuola e industria sono sempre stati molto forti e  sono sottolineati anche dal fatto che fin dall’ istituzione della scuola la sua direzione fu affidata all’ ingegnere capo del distretto minerario della Sardegna, la cui sede proprio in quell’ anno venne trasferita da Cagliari ad Iglesias.

L’ uomo politico biellese non si limitò a promuovere l’ istituzione della scuola, ideata già nel 1863 dal cav. Nobilioni del Consiglio Comunale della città  di Iglesias , non realizzata per mancanza di mezzi, ma seguì da vicino i successivi sviluppi della sua iniziativa, interessandosi tra l’ altro affinché gli allievi migliori fossero sollecitati allo studio e venissero premiati con una medaglia d’ oro.

All’ impegno organizzativo corrispose un sensibile aumento del numero degli iscritti salito a 270 allievi nel 1894-95, a ciò tuttavia si unì l’ esigenza di reperire nuovi locali per la scuola.

Nel 1896 fu costituita da amministrattori, direttori e tecnici l’Associazione mineraria Sarda. Tra questi tecnici spiccava, per doti caratteriali, l’industriale sardo Giorgio Asproni  che per affrontare il problema di una sede sociale per l’ Ente  prospettò anche la realizzazione di una nuova sede per la scuola.

Per sua iniziativa una parte del terreno dell’ Associazione venne ceduto al Comune di Iglesias che si preoccupò di far costruire la nuova sede, in base agli spunti progettuali offerti dell’ architetto Sappia di San Remo, vincitore di un concorso bandito dalla stessa Associazione Mineraria.

Il nuovo edificio, ampio e razionale, realizzato dall’ impresa edile di G. Asproni venne innaugurato con solennità alla presenza delle massime autorità, nel 1911, ed offrì una sede adeguata a quel centro di ricerche che era la scuola.

L’ istituto di Iglesias godette di ottima reputazione, non solo nel mondo industriale locale, ma in tutto il mondo; contribuendo alla valorizzazione di altre zone industriali anche lontanissime dalla Sardegna.Come si desume dal registro della carriera  degli allievi, la vocazione a non restare ancorati alla terra d’origine è chiara già nei tre licenziati del 1874, uno dei quali dopo aver conseguito il diploma di ingegnere minerario  in Germania, si trasferì in Tunisia dove assunse la direzione della miniera di Gebel Ressas. Dopo, numerosi altri studenti, emigrarono per lavorare in Tunisia ma ci fu anche chi  si diresse in America , in Argentina o chi, più lontano ancora, si recò in Australia.

Grazie quindi al valente contributo di due coraggiosi ed intrapprendenti uomini, la nostra scuola ha potuto competere nel tempo offrendo ai giovani che ancora oggi la animano un valido supporto di conoscenze che consente loro di affermarsi in un mondo del lavoro sempre più soffocato da una crisi nazionale ed internazionale.



[1] E. Marchese”Q. Sella in Sardegna” Ristampa Cagliari 1994.

[2] Angelo Nobilioni imprenditore iglesiente è padre di quel Francesco Nobilioni che diventerà presidente della Camera di Commercio di Cagliari.

[3] Bollettino camerale 11gennaio 1914.

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